Programma delle giornate
Mercoledì 25 febbraio 2026
- ore 15.00 Saluto del Direttore del Dipartimento di Fisica prof. Alessandro Lascialfari
- ore 15.15 Fisica di base, vecchie macchine e nuove tecnologie. Prof. Riccardo Govoni, sezione AIF di Mantova – (abstract)
- ore 16.30 Space supremacy e space diplomacy: la scienza e la tecnica del volo spaziale come strumento di geopolitica. Ing. Marco Molina PhD, dirigente d’azienda con dottorato in Ingegneria Aerospaziale (abstract)
Giovedì 26 febbraio 2026
- ore 9.00 Saluto del presidente dell’Associazione per l’Insegnamento della Fisica, A.I.F., prof. Dennis Censi
- ore 9.15 Attività della sezione AIF di Pavia
- Il Centro Studi per la Didattica: nascita e sviluppi successivi. Prof. Anna De Ambrosis, Dipartimento di Fisica, Università di Pavia
- La sezione AIF di Pavia: inizio attività e sviluppi successivi. Prof. Vittoria Cinquini, sezione AIF di Pavia
- Il sito della sezione AIF Pavia. Prof. Giovanni Pasi, sezione AIF di Pavia
- ore 11.00 Didattica e storia della fisica all’Università di Pavia
- Alcuni risultati di sperimentazioni sull’insegnamento dell’informazione e della computazione quantistica a studenti della scuola secondaria di secondo grado. Prof. Massimiliano Malgieri, Dipartimento di Fisica, Università di Pavia
- Dai giovani ai giovani: l’esperienza di Physics4Teenagers. Prof. Paolo Montagna, Dipartimento di Fisica, Università di Pavia
- Fisica, storia della fisica e formazione degli insegnanti. Prof. Lucio Fregonese, Dipartimento di Fisica, Università di Pavia
- ore 13.00 Pausa pranzo, Buffet
- ore 14.30 Alla frontiera dell’indivisibile. Prof. Andrea Negri, Dipartimento di Fisica, Università di Pavia (abstract)
- ore 15.45 La fisica in medicina: innovazioni nella radioterapia oncologica. Prof.ssa Silva Bortolussi, Dipartimento di Fisica, Università di Pavia (abstract)
Il convegno è organizzato dalla sezione di Pavia dell’Associazione per l’insegnamento della Fisica (A.I.F.), in collaborazione con il Dipartimento di Fisica dell’Università di Pavia. Avrà valenza di attività di aggiornamento.
Abstract
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Fisica di base, vecchie macchine e nuove tecnologie. prof. Govoni – Mercoledì 25 febbraio ore 15.15.
La didattica della Fisica si avvale oggi di potenti strumenti digitali che spesso si accompagnano ad accurate simulazioni, ma l’accuratezza di misure e calcoli, con conseguente riduzione dei tempi di esecuzione, spesso va a discapito di un apprendimento reale e durevole, soprattutto in chi non farà della Fisica una professione.
Riproporre alcune esperienze storiche, usufruendo di una ricostruzione fedele tramite la stampa 3d, fa sviluppare il senso di osservazione, stimola la curiosità e lo stupore, che è, per usare le parole di Cesare Pavese, la molla di ogni scoperta. E lo stupore vero è fatto di memoria, non di novità (C. Pavese, Il male di vivere).
Space supremacy e space diplomacy: la scienza e la tecnica del volo spaziale come strumento di geopolitica. Ing. Marco Molina PhD– Mercoledì 25 febbraio ore 16.30
È dagli albori dell’Astronautica che la dimensione geopolitica ha dominato la conquista dello Spazio. Secondo taluni lo Spazio è stato un catalizzatore di sforzi che ha scongiurato confronti in campo aperto durante la Guerra Fredda.
L’accelerazione tecnologica recente, e in particolare nel settore spaziale che in pochi anni ha totalizzato tanti lanci in orbita quanti ne sono avvenuti in tutta la storia umana, apre nuovi scenari e nuove opportunità.
Lo Spazio è ormai un “dominio” per le operazioni militari, come dimostrato dai conflitti recenti. Oltre al confronto tra Nazioni sovrane, l’orbita bassa terrestre è terreno di competizione commerciale tra i miliardari del nuovo millennio (Musk, Bezos, Mittal, solo per citarne alcuni).
Saranno analizzati i risvolti tecnici di queste avventure imprenditoriali, ricordando però il legame indissolubile con l’astrodinamica: anche oggi, infatti, “c’è Newton al timone” di qualunque satellite in orbita.
Ai confini dell’indivisibile. Prof. Negri – Giovedì 26 febbraio ore 14.30
Il premio Nobel Richard Feynman diceva che la migliore sintesi di quello che abbiamo capito sull’universo è “tutto è fatto di particelle”. La materia è infatti costituita da particelle elementari chiamate fermioni e queste interagiscono attraverso lo scambio di altre particelle, i bosoni, che sono i messaggi delle forze fondamentali della natura. Ma come facciamo a studiare i mattoni invisibili della realtà? Attraverso i grandi acceleratori, vere e proprie macchine del tempo capaci di ricreare le condizioni primordiali del Big Bang. Qui, raggiungendo enormi densità di energia, si riesce a ‘estrarre dal vuoto’ l’intero spettro dei costituenti della realtà, dai quark al bosone di Higgs. Queste macchine non solo ci permettono di scavare nei segreti del vuoto quantistico e dell’origine del cosmo, ma fungono da incredibili motori di innovazione. La ricerca alla frontiera dell’indivisibile ha infatti generato ricadute tecnologiche rivoluzionarie, trasformando radicalmente molti aspetti della nostra società, dalla medicina alle comunicazioni
La fisica in medicina: innovazioni nella radioterapia oncologica. Prof.ssa Bortolussi – Giovedì 26 febbraio ore 15.45
La fisica svolge un ruolo cruciale in medicina, soprattutto nell’evoluzione dei trattamenti oncologici. Fin dalla scoperta dei fenomeni radioattivi, è apparsa evidente la potenzialità delle radiazioni nel trattamento di patologie che non si potevano controllare con altri mezzi. La radioterapia sfrutta la capacità di indurre danni biologici letali nelle cellule tumorali, risparmiando al contempo i tessuti sani. Questo vantaggio terapeutico è reso possibile dall’interazione delle radiazioni con i tessuti biologici e quindi dalla disponibilità di sorgenti di radiazioni con caratteristiche adeguate. a storia della radioterapia mostra come la conoscenza dei fenomeni fisici fondamentali sia il motore dell’innovazione tecnologica, portando a volte a vere e proprie rivoluzioni. Negli anni, alla radioterapia con fotoni, si è affiancata l’adroterapia grazie alla capacità di ottenere fasci di particelle e di pianificare il trattamento con precisione. Possiamo oggi anche usare i neutroni, con forme di radioterapia più complesse per tumori disseminati o infiltranti. Questa evoluzione richiede oggi professionalità in continua evoluzione, sempre meno settoriali e sempre più interdisciplinari, in grado di cambiare il modo in cui si affrontano problemi complessi come quelli legati alla salute.

